Ci sono due tipi di viaggiatori a Koh Samui. Il primo tipo cerca la cartolina: sabbia sbiancata dal sole, acqua turchese, una noce di cocco in mano a Chaweng Beach. Il secondo – il tipo a cui mi piace pensare di appartenere – si chiede cosa si nasconda dietro la cartolina. Da qualche parte, dietro i bar sulla spiaggia illuminati al neon e le cascate da Instagram, dev'esserci ancora un angolo dell'isola dove il tempo indugia e l'unico suono è il leggero strascico dei propri piedi.
Questa è la storia di Wat Sila Ngu, il Tempio Rosso, nascosto in bella vista, eppure beatamente deserto.
Il fascino dell'ovvio (e perché mi sono allontanato)
La maggior parte delle guide di Koh Samui ti indirizzeranno a Wat Plai Laem o l'imponente Tempio del Grande Buddha (cerca "Wat Phra Yai" su Google Maps). Questi luoghi sono impressionanti, certo, ma la loro serenità è spesso interrotta dal clic dei selfie stick e dal ronzio dei minivan. Li avevo visti; erano bellissimi, ma non proprio il santuario silenzioso che desideravo.
Quindi, dopo una mattinata di riso glutinoso al mango a Il Cliff Bar & Grill (cerca "The Cliff Bar & Grill Koh Samui"), ho svoltato a sinistra in una stradina polverosa, seguendo il consiglio di un negoziante locale che parlava di un "tempio rosso in riva al mare, dove non vanno i turisti". In Thailandia, le indicazioni stradali vengono spesso fornite con un sorriso e un cenno criptico, ma questa è metà dell'avventura.
Primo sguardo: Wat Sila Ngu
Puoi cercarlo su Google Maps digitando: Wat Sila Ngu.
Eccolo lì, appena a sud di Lamai Beach, arroccato su una scogliera che domina il Golfo di Thailandia. Il suo nome proprio è Wat Ratchathammaram, ma la gente del posto lo chiama Wat Sila Ngu, ovvero Tempio del Serpente di Pietra. Il tempio è costruito in laterite rosso intenso, che brilla come brace sullo sfondo del verde onnipresente delle palme da cocco. Sono arrivato in tarda mattinata. Non c'era anima viva in vista, a parte un monaco che annaffiava le ninfee.
Un tempio tessuto di storie
La facciata del tempio è un arazzo di racconti buddisti, scolpiti in elaborati rilievi. Draghi si aggrappano alle pareti e monaci meditano. La sala principale è piccola, il suo interno cremisi è immerso in una luce che ti fa sussurrare, anche se sei da solo.
La leggenda narra che il motivo del "serpente di pietra" del tempio derivi da un'antica parabola buddista, un promemoria del fatto che la saggezza a volte si insinua silenziosamente, in forme inaspettate. Mi sono ritrovato a pensare a come, in viaggio come nella vita, i tesori raramente si trovino nei luoghi di cui tutti parlano. Sono nascosti, in attesa del paziente e del curioso.
Momenti di quiete
Mi sedetti sul muretto in riva al mare e osservai la barca di un pescatore che scivolava pigramente nella baia. Qui, l'unica cerimonia era il lento dispiegarsi delle onde e il lontano tintinnio delle campane del tempio. Non c'erano guide, né bancarelle di cianfrusaglie, solo la dolce presenza del luogo stesso.
Vale la pena notare che è gradito un abbigliamento sobrio: spalle e ginocchia coperte, come in qualsiasi tempio thailandese. L'ingresso è gratuito, ma una piccola donazione nella cassetta all'ingresso è un modo semplice per mostrare rispetto.
Come arrivare
Wat Sila Ngu si trova appena fuori dalla tangenziale (Route 4169). Se arrivate da Lamai Beach (cercate "Lamai Beach" su Google Maps), è a soli dieci minuti di scooter verso sud. Vedrete le torri rosse che si ergono sopra gli alberi: un colore insolito per un tempio thailandese e difficile da non notare una volta che sapete cosa cercare. Il parcheggio è ampio e gratuito.
Nelle vicinanze: un assaggio della quotidianità di Samui
Se hai fame dopo la tua visita, considera di fermarti a Ristorante Imchai (cerca "Imchai Restaurant Lamai"), un locale semplice, amato dalla gente del posto per i suoi curry piccanti e l'eccellente riso fritto. Il menu è semplice come la folla: non si tratta di cucina fusion, ma di cibo. Se il caldo di mezzogiorno vi sta dando fastidio, il tratto ombreggiato di Spiaggia di Hua Thanon (cerca "Hua Thanon Beach") è perfetta per una nuotata veloce.
Riflessioni: Perché cercare ciò che è nascosto?
Viaggiare, nella sua forma migliore, è una conversazione gentile con l'ignoto. Wat Sila Ngu non è grandioso, né antico. Ma nei suoi angoli silenziosi e nell'aria tranquilla, ho trovato un lusso raro: la sensazione di scoprire, non solo di consumare. A volte, gli incontri più profondi sono quelli che nessuno ti ha detto di cercare.
Quindi, se vi trovate a Koh Samui, fate una deviazione. Cercate il tempio rosso in riva al mare. La vostra cartolina vi aspetterà pazientemente, ma i luoghi nascosti, come sempre, vi chiamano.
Suggerimenti per visitare Wat Sila Ngu:
– Vestirsi in modo sobrio: Spalle e ginocchia coperte.
– Portare acqua: A mezzogiorno c'è poca ombra.
– Arrivare presto o tardi: Per la migliore luce e il massimo vuoto.
– Rispetta il silenzio: Si tratta di un tempio funzionante, non di un'attrazione turistica.
Buon viaggio, che tu possa sempre trovare il tuo tempio rosso.
Commenti (0)
Non ci sono ancora commenti qui, puoi essere il primo!