Il posto più bello di Samui di cui nessuno parla

C'è un piccolo angolo di Koh Samui che parla a bassa voce, dove la marea si muove come un segreto e le risaie sussurrano storie al crepuscolo. Non è la spiaggia più famosa, quella da cartolina, né è affollata di bar sui tetti. È un luogo che si scopre perché si decide di rallentare, si chiede indicazioni a un venditore e si segue una strada sterrata finché la mappa non inizia a diventare un'amica fidata.

Come ci sono incappato: un portone silenzioso

Sono arrivato con un traghetto infrasettimanale e ho preso la strada più lenta verso l'interno, non per necessità, ma perché la strada lungo la costa mi sembrava un preludio. Un tassista in moto del posto mi ha parlato di una "piccola baia" con un unico bar a conduzione familiare e un albero con delle amache. Ha riso quando gli ho chiesto il nome e ha detto: "Chi ama un posto non lo rivela". Tanto è bastato.

Calette percorribili a piedi, una casa sulla spiaggia e pescatori che riparano le reti all'ombra delle palme: questi sono gli elementi. Nell'aria si diffonde un leggero profumo di curry proveniente dalla cucina di un villaggio vicino e, quando una campana suona da un tempio adiacente, tutto si allinea per creare una bellezza tranquilla e ordinaria.

Dove andare e come arrivarci

Il consiglio più importante è questo: siate pronti a deviare dalle strade principali e a fidarvi delle indicazioni della gente del posto. I mezzi pubblici raggiungono i principali centri dell'isola, ma questo luogo richiede curiosità.

  • Dal molo di Nathon: prendete un songthaew verso l'interno, poi cambiate con un mototaxi per l'ultimo tratto lungo la strada sterrata. Chiedete all'autista di lasciarvi alla "piccola baia delle amache" oppure descrivete un punto di riferimento nelle vicinanze, come un tempio o un caffè a conduzione familiare.
  • Da Chaweng e Lamai: il tragitto in auto dura dai 30 ai 50 minuti, a seconda del traffico. Se siete a vostro agio alla guida, valutate la possibilità di noleggiare uno scooter; l'ultimo tratto è stretto e ombreggiato.
  • Se vi affidate alle mappe: potete prima cercare i punti di riferimento più conosciuti nelle vicinanze, come "Molo di Nathon" o "Villaggio dei pescatori, Bophut", e poi chiedere a un abitante del posto di indicarvi la baia tranquilla per nome.

Consigli pratici:
– Portate contanti per i piccoli bar e per i tassisti in moto.
– Indossa scarpe adatte alla sabbia e ai sentieri irregolari.
– Visitate la struttura nel tardo pomeriggio per godere di una luce più soffusa e di un'aria più fresca.

Cosa aspettarsi al tuo arrivo

Aspettatevi una costa semplice con qualche masso, un paio di pontili di legno e ristorantini informali a conduzione familiare. Qui non troverete la musica da beach club; potreste invece sentire qualcuno friggere del pesce canticchiando sottovoce.

  • Ombra: una fila di casuarine o palme da cocco offre spesso angoli ideali per amache.
  • Cibo: cercate le bancarelle che vendono pesce alla griglia, som tam (insalata di papaya verde) e acqua di cocco fresca.
  • Clientela: Principalmente famiglie del posto e una manciata di viaggiatori che prediligono luoghi tranquilli.

Piccoli dettagli che noterai:
– Il modo in cui i bambini giocano con i granchi vicino agli scogli.
– Una statua o un piccolo santuario nascosto nella veranda di un bungalow.
– Il lento e soddisfatto svolazzare del bucato nell'aria salmastra.

Luoghi nelle vicinanze che vale la pena cercare

Se preferite ancorare i vostri spostamenti a luoghi familiari, questi posti nelle vicinanze vi aiuteranno a orientarvi. Potete cercarli su Google Maps digitando i nomi esatti qui sotto.

  • Molo di Nathon: il principale punto di attracco dei traghetti e centro amministrativo dell'isola.
  • Villaggio dei pescatori di Bophut: un piacevole tratto di strada ricco di ristoranti e con un mercato settimanale a piedi.
  • Wat Sila Ngu (o altri piccoli templi locali): i templi spesso fungono da punti di riferimento locali e luoghi di ritrovo.
  • Nei caffè a conduzione familiare e nei chioschi di pesce locali, cercate menù scritti a mano e sedie basse di plastica.

Suggerimento: se volete confermare le posizioni esatte, cercate ogni luogo per nome su Google Maps e poi chiedete a qualcuno del posto indicazioni per "la piccola baia con le amache" o "la caletta tranquilla con un solo bar".“

Dove mangiare: piccoli pasti, grandi sapori.

Il cibo qui è semplice ma profondamente appagante. Le cucine a conduzione familiare puntano sulla freschezza e sulla familiarità piuttosto che sulle mode del momento.

  • Cercate sgombro o dentice alla griglia serviti con salsa agrodolce al peperoncino e lime.
  • Se il cuoco ve lo propone, ordinate una ciotola di tom yum o tom kha; i piccoli chioschi lungo la strada possono prepararli con una generosità che non sorprende, considerando le dimensioni ridotte della loro bancarella.
  • Per dessert, optate per dolci a base di cocco: una crema pasticcera al cocco cotta al vapore o un pancake caldo spennellato con latte condensato.

Alcuni consigli pratici per mangiare:
– Chiedete se i piatti sono piccanti; “phet nit noi” significa leggermente piccante.
– Tenete a portata di mano dei fazzoletti o delle salviette umidificate: molti posti non li offrono.
– Portatevi spiccioli; molti esercizi commerciali preferiscono il pagamento esatto.

Il momento migliore della giornata per visitare

Le prime ore del mattino e il tardo pomeriggio offrono la luce e l'atmosfera migliori. Le mattine sono fresche e i pescatori potrebbero essere intenti a smistare il pescato. Il tardo pomeriggio porta con sé un lento silenzio e una profonda tinta arancione che avvolge le fronde delle palme.

  • Mattina: Tranquilla, più fresca, ideale per scattare fotografie e visitare i mercati locali.
  • Dal tardo pomeriggio al crepuscolo: la luce si fa più tenue, più persone rientrano dal mare, i ristoranti si preparano per la cena.

Alcuni consigli utili su cosa fare e cosa non fare.

Questo posto è piccolo e incentrato sulla comunità. I piccoli gesti di cortesia fanno la differenza.

Fare:
– Impara a pronunciare alcune frasi di cortesia in tailandese: “Sawasdee” (ciao) e “Khop khun” (grazie).
– Sostieni le attività commerciali locali: acquista una noce di cocco o un piatto di cibo.
– Non lasciare tracce: porta via i tuoi rifiuti se i cestini scarseggiano.

Non:
– Aspettatevi strutture in stile occidentale ovunque.
– Non urlare o fare rumore nei pressi di case e templi.
– Non disturbare i pescatori o le loro attrezzature; chiedi il permesso prima di fotografare persone al lavoro.

Una notte tranquilla e ritmi più lenti.

Se restate fino al calar della notte, noterete come il cielo si adagi e le luci del villaggio si accendono a intermittenza come minuscole costellazioni private. Potreste trovare un unico tavolo illuminato da una lanterna sulla sabbia, dove una famiglia condivide un pesce e tante storie.

Pernottate in un semplice bungalow o in una pensione gestita da una famiglia che conosce i nomi e le colazioni. I letti sono abbastanza comodi; le mattine iniziano con il caffè e un caloroso e rassicurante benvenuto.

Nota finale: perché continuo a tornare

Questo angolo di Koh Samui emana una sorta di riservatezza che ricompensa chi sa prestarvi attenzione. Non vi impone di essere fotografi professionisti o di seguire le mode del momento. Vi invita a rallentare, ad ascoltare il suono della campana del tempio, a scoprire quale bancarella offre i dolci al cocco più freschi e poi ad andarvene con la serena soddisfazione di aver trovato un luogo che sembra appartenere solo a voi e alle persone che ci vivono.

Se decidete di andarci, portate con voi pazienza, curiosità e la disponibilità a chiedere indicazioni con un sorriso. Il luogo stesso farà il resto.

Chanidapa Ratanapongse

Chanidapa Ratanapongse

Direttore editoriale, Samui Love

Chanidapa Ratanapongse è un'esperta curatrice e narratrice dell'isola, con oltre 15 anni di esperienza nelle comunità, nella cucina e nei paesaggi costieri di Koh Samui. Con una formazione in giornalismo e turismo sostenibile, ha iniziato la sua carriera documentando la pesca locale e le feste dei templi, prima di diventare una redattrice specializzata in viaggi esperienziali. Presso Samui Love, guida la strategia editoriale, fa da mentore ai collaboratori e sviluppa guide approfondite che bilanciano consigli pratici con sensibilità culturale. Chanidapa è nota per la sua meticolosa ricerca, il talento nello scoprire calette poco conosciute e ristoranti a conduzione familiare, e uno stile di leadership collaborativo che valorizza le voci locali. Calma, attenta e calorosamente persuasiva, affronta le sfide logistiche con pazienza e trasforma complesse storie locali in consigli accessibili e fruibili per i viaggiatori curiosi.

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